Decreto Turismo 2026
Il panorama dell’ospitalità italiana si appresta a vivere una fase di profondo rinnovamento grazie allo stanziamento di 109 milioni di euro previsto dal Decreto Turismo 2026. Promossa dal Ministero del Turismo, l’iniziativa si pone l’obiettivo di innalzare la competitività internazionale delle nostre strutture, fornendo gli strumenti finanziari necessari per affrontare le sfide odierne. Non si tratta di un semplice incentivo economico, ma di un piano strategico volto a favorire la destagionalizzazione e a promuovere una gestione dei flussi più equilibrata, garantendo al contempo una crescita strutturale basata sull’innovazione.
I pilastri della competitività: sostenibilità e innovazione tecnologica
Il cuore del Decreto Turismo 2026 risiede nella volontà di trasformare le imprese turistiche in realtà all’avanguardia sotto il profilo dell’efficienza e dell’impatto ambientale. Gli investimenti ammissibili mirano a una transizione ecologica concreta, che passa attraverso interventi di isolamento termico, installazione di impianti fotovoltaici e l’adozione di sistemi per il recupero delle acque piovane.
Parallelamente, la transizione digitale rappresenta l’altro asse portante della misura. Le imprese sono incentivate a investire in infrastrutture di rete a banda larga, software di gestione avanzata e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale e la domotica, strumenti ormai indispensabili per ottimizzare l’operatività e migliorare l’esperienza dell’ospite.
Beneficiari e criteri di accesso alle agevolazioni
I soggetti che possono beneficiare di questi finanziamenti è ampia e riflette la complessità della filiera turistica italiana. Possono accedere alle misure le imprese regolarmente iscritte al Registro delle Imprese con sede in Italia, includendo non solo le strutture ricettive classiche come alberghi, camping e villaggi turistici, ma anche il settore della ristorazione, gli stabilimenti balneari, i centri termali e le realtà operanti nel comparto fieristico e congressuale. Per essere considerati validi, i progetti devono presentare un valore complessivo compreso tra un minimo di 1 milione e un massimo di 15 milioni di euro, garantendo così una portata d’intervento significativa per la riqualificazione delle strutture.
Struttura del mix finanziario e modalità di presentazione
L’agevolazione è strutturata per minimizzare l’esposizione finanziaria delle imprese attraverso una formula ibrida particolarmente vantaggiosa. Il supporto si compone infatti di un contributo a fondo perduto che può arrivare a coprire il 30% delle spese ammissibili, affiancato da un finanziamento agevolato per la restante quota, fino a un massimo del 70%.
Il tetto massimo del beneficio ottenibile per singolo progetto è fissato a 4,5 milioni di euro. Per procedere con la richiesta, le aziende devono predisporre un piano economico-finanziario rigoroso e un cronoprogramma dettagliato, da inviare esclusivamente tramite la piattaforma telematica di Invitalia una volta definiti i termini di apertura dello sportello.
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