Valutazione dell’esposizione alle Radiazioni Ottiche Artificiali
L’art.181 del D.Lgs. 81/2008 obbliga il datore di lavoro a valutare tutti i rischi derivanti dall’esposizione ad agenti fisici, con lo scopo di definire le opportune misure di prevenzione e protezione a tutela dei lavoratori.
Tra gli agenti fisici elencati all’interno del D.Lgs. 81/2008 troviamo anche le ROA.
L’acronimo ROA significa “Radiazioni Ottiche Artificiali”. Si tratta delle radiazioni elettromagnetiche aventi una lunghezza d’onda comprese tra 100 nm e 1 mm. A seconda della lunghezza d’onda, le ROA possono essere suddivise in 3 categorie:
- radiazioni ultraviolette
- radiazioni visibili
- radiazioni infrarosse
Le radiazioni ottiche artificiali sopra elencate possono essere emesse da molte macchine e attrezzature che ci circondano nella vita di tutti i giorni, sia all’interno degli ambienti di lavoro che in ambito domestico, quali ad esempio: schermi televisivi, monitor, display, lampade per l’illuminazione, saldature ad arco elettrico, sorgenti laser, ecc.
Molte di queste emettono radiazioni che possono essere ritenute innocue. In tal caso si parla di sorgenti di ROA giustificabili. In altri casi, invece, le radiazioni posso provocare problemi di salute, talvolta anche gravi. In tal caso si parla di sorgenti di ROA non giustificabili.
| Sorgenti giustificabili | Sorgenti non giustificabili |
| Schermi di computer o simili | Saldatura ad arco elettrico |
| Proiettori | Lampade germicide |
| Fotocopiatrici | Lampade – sistemi a LED per fototerapia |
| Indicatori a LED | Lampade abbronzanti |
| Lampade per l’illuminazione (ad es. ambienti di lavoro, ambienti domestici, strade, ecc.) | Corpi incandescenti (ad es. metallo o vetro fuso) |
| Trappole per insetti UV-A | Apparecchiature laser |
Effetti negativi sulla persona
Le sorgenti di ROA “non giustificabili” possono rappresentare un serio rischio per la salute dei soggetti esposti. Tali radiazioni, infatti, sono in grado di generare effetti negativi su due organi “bersaglio”: gli occhi e la cute.
Dal punto di vista “temporale”, gli effetti negativi possono essere suddivisi in due categorie:
- effetti acuti:
- effetti cronici:
Chiaramente la possibilità di andare incontro a questi effetti negativi e la gravità degli stessi sono strettamente correlate all’intensità della ROA incidente.
Occorre sottolineare che, la radiazione UV è in grado di provocare tumori cutanei alla pelle. Non a caso l’OMS e la IARC hanno riconosciuto le radiazioni UV come cancerogeno certo per l’uomo.
Obblighi delle Aziende
Il Datore di lavoro ha l’obbligo valutare tutti i rischi derivanti dall’esposizione ad agenti fisici, comprese le radiazioni ottiche artificiali.
Nel caso in cui dovessero essere presenti anche delle sorgenti di ROA “non giustificabili”, si rende necessaria una valutazione approfondita.
Ricordiamo che la valutazione dell’esposizione a ROA, così come tutte le altre valutazioni di esposizione ad agenti fisici, deve essere aggiornata ogni qual volta si verifichino dei cambiamenti che potrebbero renderla obsoleta. Nel caso in cui non dovessero verificarsi dei mutamenti, la valutazione deve essere comunque aggiornata con cadenza almeno quadriennale.
Lo scopo della valutazione approfondita è quello di determinare se vengono superati o meno i valori limite di esposizione stabiliti e, sulla base di questo, definire un piano di misure di prevenzione e protezione da adottare, per la riduzione dei rischi dei lavoratori esposti.
