Il principio di concorrenza negli appalti pubblici e la valutazione flessibile dei servizi analoghi

19/05/2026

Il principio di concorrenza

principio di concorrenzaL’efficacia delle procedure di evidenza pubblica risiede nella capacità di coniugare il rigore selettivo con la massima apertura del mercato agli operatori economici. Spesso, tuttavia, le stazioni appaltanti o i concorrenti esclusi tendono ad applicare interpretazioni eccessivamente burocratiche e stringenti ai requisiti di partecipazione. Tra questi, il requisito esperienziale legato allo svolgimento di servizi analoghi è frequentemente oggetto di dispute legali, poiché un’applicazione troppo rigida rischia di trasformarsi in una barriera d’accesso ingiustificata, limitando il numero di partecipanti idonei a scapito della qualità e della trasparenza della procedura stessa.

Il quadro normativo e giurisprudenziale italiano ha sempre guardato alla parità di trattamento e al favore per il mercato come a pilastri fondamentali. La ratio sottesa alla richiesta di documentare le esperienze pregresse non deve essere quella di selezionare un operatore identico in tutto e per tutto alle specifiche storiche dell’ente, bensì quella di formulare un giudizio complessivo di affidabilità tecnica sulla base delle reali competenze maturate. Quando l’interpretazione dei bandi si focalizza eccessivamente su formalismi nominalistici, il mercato si restringe, danneggiando non solo le imprese ma anche la stessa pubblica amministrazione.

 

La sentenza del TAR Campania: sostanza contro formalismo nei requisiti professionali nelle gare d’appalto

A fare chiarezza su questo delicato equilibrio è intervenuto di recente il TAR Campania, Napoli, Sez. I, con la sentenza del 11 maggio 2026, n. 2974. Il caso specifico riguardava l’impugnazione dell’ammissione di un operatore economico all’interno di una procedura di gara. La parte ricorrente sosteneva che l’attività di progettazione pregressa presentata dal concorrente, relativa al recupero di un immobile e alle sue opere strutturali, non fosse idonea a dimostrare il possesso del requisito richiesto, considerandola priva di elementi di affinità con la progettazione di strutture destinate a impianti fotovoltaici.

Il Collegio giudicante ha respinto tale impostazione, ritenendola infondata e contraria alle finalità della disciplina pubblica. Secondo i giudici amministrativi, l’esperienza valorizzata atteneva comunque alla progettazione di strutture, rispondendo esattamente a quanto richiesto dalla lex specialis di gara. Il disciplinare, infatti, richiedeva la dimostrazione di almeno due contratti analoghi nell’ultimo decennio relativi a servizi di progettazione concernenti strutture e opere infrastrutturali puntuali. Di conseguenza, l’operatore aveva correttamente dimostrato il possesso di un’esperienza professionale coerente e sostanzialmente coincidente con l’oggetto dell’affidamento.

Favorire l’apertura del mercato e la tutela della concorrenza nei servizi analoghi degli appalti

La decisione della magistratura campana ribadisce con forza che l’esigenza di tutelare il principio di concorrenza negli appalti pubblici impone una valutazione non restrittiva del concetto di servizi analoghi nelle gare d’appalto. Questo approccio è ancora più determinante nei settori specialistici o in mercati caratterizzati da un numero intrinsecamente limitato di operatori economici, dove barriere artificiali finirebbero per azzerare il confronto competitivo. La compatibilità delle competenze tecniche deve essere valutata sulla sostanza dell’attività svolta e sulla reale capacità dell’impresa di assolvere alle obbligazioni contrattuali.

La giurisprudenza amministrativa conferma che l’affidabilità tecnica di un’impresa non può essere misurata attraverso una corrispondenza millimetrica e astratta tra i progetti passati e quelli futuri. La flessibilità interpretativa guidata dal buon senso e dal rispetto della concorrenza garantisce che la platea dei concorrenti resti ampia e qualificata, permettendo al merito professionale di prevalere sulle letture formalistiche dei capitolati.

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